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Stufo dei Partiti e della Politica? Lo siamo anche noi, per questo stiamo nascendo!
Io sono Federico Albani e sono un giovane imprenditore e questo è il mio programma:
 
NON PER SOLDI, NON PER POTERE, MA PER IL BENESSERE DI TUTTI GLI ITALIANI
 
La visione del Partito per l’Italia è di uno stato piccolo, snello efficiente, per raggiungere questo obiettivo per noi è necessario apportare cambiamenti sostanziali e reali
 
PRIVATIZZAZIONE DI TUTTI GLI ENTI PUBBLICI
La privatizzazione degli enti pubblici porterà finalmente fine agli enormi sprechi che contraddistinguono l’attuale organo statale, milioni di dipendenti statali nullafacenti non potranno più esistere, incedibili lungaggini burocratiche non potranno più esistere, favoritismi e corruzione non potranno più esistere, la privatizzazione degli enti pubblici porterà un enorme beneficio all’efficienza dello stato ed ai servizi offerti agli italiani che saranno migliori ed ad un prezzo più contenuto
 
USCITA DALLA COMUNITA’ EUROPEA
Solo uscendo dalla comunità Europea gli italiani potranno riprendere la propria sovranità economica e monetaria ed uscire dalla morsa burocratica europea
 
SPENDING REVIEW E SBUROCRATRIZZAZIONE
Il Partito per l’Italia propone prima di tutto un taglio agli stipendi dei parlamenti, delle pensioni, dei vitalizi e degli stipendi di tutti i dipendenti ed rappresentati statali ad un massimo di 5000 euro mese, inoltre sranno adottate drastiche misure per ridurre tutti gli sprechi che contraddistinguono l’attuale macchina statale.
Inoltre. è necessaria una forte azione di sbrurocratizzazione e semplificazione di tutti i rapporti con il cittadino e l’amministrazione pubblica
 
TASSAZIONE E FISCO
Grazie alla privatizzazione degli enti pubblici e grazie ad una concreta razionalizzazione e riduzione degli sprechi statali, si avrà una consistente riduzione del fabbisogno economico dello stato
 
Una tassazione per tutti i lavoratori sul reddito al 15% garantirà una equa contribuzione a tutti gli italiani e apporterà allo stato quasi 400 miliardi anno, almeno 100 miliardi oltre i rinnovato fabbisogno economico dello stato dopo le riforme
un 15% equo sarà ben visto da tutti gli italiani e porterà una riduzione drastica del evasione fiscale
 
Il Partito per l’Italia propone inoltre di porre un limite allo stipendio mensile di tutti gli sportivi 20.000 euro mese
Il restante le società sportive lo verseranno direttamente ai rispettivi Comuni
Proponiamo inoltre :
 
Abolizione IVA
Eliminazione del Costo del Lavoro, l’imprenditore paga il netto al lavoratore, che poi dovrà farsi una pensione integrativa privata o versamenti volantari al INPS
L’abolizione del minimale INPS
L’abolizione della tassa sui libri contabili per le società
Introduzione della contabilità semplificata per tutte le società e ditte per 5 anni
Abolizione del bollo auto
Abolizione delle tasse SULLA PRIMA CASA e sulla loro compravendita ed affitto
Riforma della sanità: tutto gratuito per tutti, contributo 100 euro mese per ogni lavoratore
Revisione di tutti i contratti nazionali MINIMO 750 Euro mese Partime, 1500 Euro mese Full Time
 
OBBLIGATORIETA’ DEL TENTATIVO DI MEDIAZIONE
La durata media di una causa in italia è di un anno, la durata media di un tentativo di medzione è di 90 giorni, basta questo per far capire gli enormi benefici che l’introduzione del tentativo obbligatorio di mediazione apporterà al sistema Italia
La giustizia subirà una privatizzazione che porterà razionalità efficienza ed esiti migliori
 
RIFORMA DELLA SCUOLA
La scuola italiana è la palestra dove si formano culturalmente i nuovi italiani per questo dobbiamo puntare all’eccellenza, i punti fondamentali per il Partito per L’Italia sono:
 
l’introduzione delle informatica e del inglese dalle elementari con un computer per ogni alunno
Scambio con il mondo del lavoro nelle scuole superiori, tutte le aziende avranno la possibilità di avere dei presidi all’interno delle scuole superiori e nelle università
 
In questo modo si formeranno giovani italiani pronti ad affrontare un mondo del lavoro estremamente competitivo e si incentiverà l’iniziativa personale
 
DEPENALIZZAZIONE DEI REATI FISCALI E CHIUSURA DI EQUITALIA
Lo stato deve lasciare in pace gli italiani! Un conto è perseguire giustamente il grande evasore che grazie all’evasione è diventato milionario, un conto è vessare famiglie o individui che non riescono a fare fronte agli oneri fiscali
Per noi se un italiano non è in grado di far fronte ai propri impegni fiscali o evade per fare campare la propria famiglia o la propria azienda deve essere lasciato in pace e lo stato non deve pretendere nulla
pertanto si propone la chiusura della società Equitalia
 
GIUSTIZIA
Riforma della giusitizia che faccia uscire questo paese dal clima di caccia alle streghe e di inquisizione giudiziaria in cui adesso versa
 
DISOCCUPAZIONE
Trovare lavoro in Italia è sempre più difficile, i disoccupati in Italia sono oltre 7 milioni, la nostra idea è quella di creare una società partecipata dallo stato e dalle grandi campagnie di servizi, creando strutture in tutti i capoluoghi italiani dove le persone in cerca di lavoro vengano accolte, ricevano un alloggio all’interno di dei campus appositamente realizzati e vengano inserite in un programma di formazione atto ad inserirle all’interno del azienda come operatori call center ed agenti di vendita. Una volta inseriti in modo attivo al interno del azienda riceveranno un reddito provvigionale in base ai contratti chiusi e potranno pagare le spese per il proprio alloggio.
 
REDDITO DI DISOCCUPAZIONE
Per il partito per l’Italia il lavoro è il cardine per ogni uomo affinchè possa realizzarsi e creare una famiglia
Troppi sono i disoccupati in Italia ed il partito per l’Italia da un lato con le proprie riforme incentiverà le nuove assunzioni e la nascita di nuove imprese, dal altro lato crediamo si giusto dare un reddito di euro 300 mensili a tutti i disoccupati che hanno compiuto 18 anni di età, probabilmente vi semnrerà poco, ma per noi il reddito di disoccupazione deve essere solo un piccolo aiuto che aiuti le persone senza lavoro nelle piccole spese quotidiane spronandoli a mettersi in gioco ed a trovare la loro strada lavorativa. Abbiamo svolto un sondaggio in merito ed abbiamo evidenziato che qualora avessimo garantito un reddito di disoccupazione più alto si sarebbe corso il rischio che il disoccupato interrompesse il suo percorso lavorativo adagiandosi nella disoccupazione assistita dallo stato
 
IMMIGRAZIONE
Il problema del immigrazione secondo noi va affrontato con una strategia comune a livello globale nei paese di origine, la nostra proposta è di creare una azienda multinazionale partecipata per maggioranza dai singoli stati e per la restante parte dalle grandi compagnie energetiche e telefoniche con la creazione in tutte le città di origine dei migranti di centri multifunzionali nei quali gli immigrati riceveranno vitto e alloggio e verranno inseriti in un programma di formazione
Il programma di formazione sfocerà in una selezione finale superata la quale l’immigrato verrà impiegato al interno della multinazionale stessa come operatore call center o agente di vendita e riceverà un compenso provviggionale sui contratti chiusi, in questo modo potrà avere il proprio reddito, pagarsi un alloggio etc.
 
SOCIALE ED ANIMALI
Il Partito per l’Italia propone la creazione di dei centri di accoglienza per i senza tetto in tutte le principali città italiane, dove versando una retta di tre euro giorno i senza tetto avranno diritto a due pasti al giorno ed ad una branda.
Il Partito per l’Italia è amico degli animali e crede che siano necessarie delle misure per la loro salvaguardia:
Visite in fattorie per gli alunni delle elementari e per gli asili
Visite nei macelli alle superiori ed al università
Reato penale per il maltrattamento degli animali
Abolizione della caccia
Un ora la mese nelle scuole per sensibilizzazione sulla alimentazione vegetariana
Bonus di 50 euro mese per chi adotta un animale al canile
 
PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Il Partito per l’Italia propone degli investimenti nei paesi in via di sviluppo da parte delle multinazionali che vi operano, con una donazione obbligatoria del 10& del utile prodotto in quel paese ad iniziative sociali locali e di sviluppo imprenditoriale
 
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Partito per l’Italia, Renzi dice: Meno tasse al ceto medio e chiusura di Equitalia entro il 2018. Ma sarà vero?

renziQuante promesse fatte dal signor Renzi su Twitter e Facebook  dal suo ufficio di Palazzo Chigi e noi di Partito per L’ Italia gli staremo con il fiato sul collo. Renzi affronta tanti temi di grande attualità, tra cui il calo delle tasse al ceto medio e la chiusura di Equitalia entro il 2018. Per quanto riguarda il calo delle tasse al ceto medio, Renzi ha ribadito che ciò avverrà molto probabilmente con le aliquote Irpef, o in un altro modo, ma che sarà un priorità della Stabilità 2017.

Per quanto riguarda invece la chiusura di Equitalia, la sua al momento è solo un’ipotesi, tutta da vagliare anche perché la riorganizzazione di Equitalia richiede un impegno non indifferente. Nel corso della diretta, Renzi ribadisce di voler creare un fisco amico, che sia dalla parte dei contribuenti e che trovi le soluzioni giuste per pagare, ma in modo equo. Renzi garantisce di voler compiere questo grande passo, ma se realmente lo facesse, cosa ne sarebbe delle cartelle già emesse?

Probabilmente rientreranno in una sorta di condono, come è stato già fatto negli ultimi due anni, e il contribuente pagherebbe una cifra ben inferiore a quella richiesta di solito comprensiva di sanzioni e interessi gravosi. Renzi manterrà le promesse? Staremo a vedere, e Partito per l’Italia vigilerà se il premier adempierà del tutto le promesse o se invece è un modo per attirare l’attenzione in vista delle elezioni!

Partito per l’Italia: GDF e equitalia convertirsi per aiutare i contribuenti

partitoPartito per l’Italia: L’incubo di Equitalia continua a tormentare i sogni dei contribuenti che, stremati dalla crisi e dal commercio che non decolla, sprofondano in un baratro da cui è praticamente impossibile riemergere. A dire il vero la soluzione ci sarebbe: basterebbe riconvertire GDF ed Equitalia in enti che tendono la mano ai contribuenti e che accolgono le difficoltà incontrate dagli imprenditori non come volontà di non pagare ma come richiesta di aiuto immediato per sollevarli dalla disperazione.

GDF ed Equitalia dovrebbero camminare a fianco dei cittadini onesti impossibilitati a pagare le somme inverosimili richieste, calcolate con interessi sempre maggiori, e trovare una soluzione alle loro difficoltà. La loro collaborazione, quindi, non dovrebbe avere l’obiettivo di creare maggiori difficoltà ai contribuenti, ma di agevolarli e di metterli in condizioni di pagare senza interessi e a rate, possibilmente estinguendo anche debiti molto vecchi, che gravano spesso sulle famiglie con eccessiva onerosità.

Permettere agli imprenditori di respirare una boccata di ossigeno è fondamentale per lavorare con serenità, e la collaborazione di GDF ed Equitalia come affiancamento alla ricerca di una soluzione adeguata può essere di grande aiuto per far tornare il sorriso sul viso di tante persone disperate. Riscuotere le tasse per GDF ed Equitalia dovrebbe diventare un dovere al servizio del cittadino e delle sue possibilità.

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Federico Albani
Presidente Partito per l’Italia

7 miliardi di tasse locali in più in soli due anni

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Le tasse locali sono sempre in continuo aumento, ma negli ultimi due anni sono davvero salite vertiginosamente: ben sette miliardi in più di imposte locali tra il 2013 e il 2015. Il dato è stato calcolato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil e comprende Irpef, Imu, Tasi, Tariffa Rifiuti. L’indagine ha passato a setaccio le tasse locali tra il 2013 e il 2015, tra Governo Letta e Governo Renzi, e ha stimato questo gettito globale che ha poi calcolato singolarmente per ogni tassa locale: pare che il gettito per l’Imu-Tasi sugli immobili diversi dalla prima casa è aumentato rispetto al 2013 di 1,5 miliardi di euro, quello per l’Irpef Regionale di 1,4 miliardi di euro, quello per l’Irpef Comunale di 469 milioni di euro, quello sulla Tari di 556 milioni di euro.

Nel 2013 un sostanziale aumento è stato dato dalla tassa sulla prima casa nel 2013, che generò un gettito di 625 milioni di euro, mentre l’aumento tra il 2014 e il 2015 è stato pari a 220 milioni di euro. Quindi, con questo possiamo dire che, se per molti contribuenti gli 80 euro hanno permesso di diminuire la pressione fiscale, lo stesso non si può dire di tanti altri milioni di italiani che non riescono a pagare le imposte.

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Falsi invalidi, per loro lo stato spende 5 milardi all’anno

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L’allarme del commissario alla spending review viene confermato dai dati degli assegni di invalidità corrisposti vin alcune regioni: in Calabria sono, in proporzione agli abitanti, almeno il doppio di quelli erogati in Emilia Romagna. Carlo Cottarelli aveva denunciato le anomalie evidenti nella distribuzione territoriale delle pensioni di invalidità, ma è rimasto inascoltato. Eppure è così: in Italia si pagano 2 milioni 980.799 tra pensioni e indennità di accompagnamento oltre agli assegni per ciechi e sordomuti, agli invalidi civili. Purtroppo i dati confermano che nel Sud le pensioni di invalidità rappresentano una forma di sussidio e per tanto tempo hanno mitigato la scarsa presenza dello Stato al Sud.

E non solo, sono anche aumentate da un milione 980 mila a quasi tre milioni! In verità, qualcuno a suo tempo lasciò fare e utilizzava la concessione degli indennizzi come un elemento per stabilire una sorta di equilibrio tra nord e sud. La politica clientelare ha ancora degli strascichi che non scompariranno presto, ma Partito per l’Italia lotterà affinché i cittadini di nord e sud siano tutti uguali e le pensioni di invalidità siano concesse a chi ne ha bisogno. Nonostante tanti controlli, sono sempre tante le persone beccate e, grazie all’intervento di persone laboriose, vengono cancellate pensioni false.

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Partito per l’Italia: Sanità, basta tagli, bisogna eliminare lo spreco

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Dopo le sorprendenti affermazioni del ministro per la salute Beatrice Lorenzin sui tagli alla sanità, ecco subito la risposta di Valeria Ciarambino del Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione Trasparenza in Consiglio regionale della Campania e membro della Commissione Sanità, che dice: “Ci sorprende che a criticare i tagli alla sanità campana, avvenuti senza poi riorganizzare ed efficienza, sia il ministro del Governo che più ha tagliato sulla sanità pubblica e che ha tagliato oltre 200 prestazioni sanitarie. Dopo le dichiarazioni della Lorenzin sui tagli in Campania, ci auguriamo che il Governo si renda conto delle condizioni in cui versa la sanità e trasferisca le risorse che spettano alla terza regione d’Italia”.

La Ciarambino tuona contro gli sprechi, che sono quelli che andrebbero evitati piuttosto che fare sempre tagli alla sanità, e si augura che De Luca si faccia valere in sede di Conferenza Stato-Regioni per ottenere un diverso riparto del fondo sanitario nazionale, viste le penalizzazioni che hanno colpito la sanità in Campania. Valeria Ciarambino parla anche di ridurre il sovraffollamento nei pronto soccorso e di combattere l’ingolfamento degli ospedali valorizzando la rete d’assistenza sui territori. Altri obiettivi condivisi dal M5S sono quelli di ridurre le liste d’attesa per gli ammalati oncologici in Campania, con soluzioni già adottate in altre regioni e che hanno dato esiti positivi.

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Richieste di cassa integrazione in aumento

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Nei mesi di gennaio e febbraio le richieste di cassa integrazione sono aumentate del 6,9% rispetto allo scorso anno, sfiorando i 117 milioni di ore. L’aumento è dovuto ad un forte incremento delle richieste di cassa integrazione straordinaria Cigs, di cui il +35,7% viene dal settore industriale, mentre la cassa integrazione ordinaria (Cigo) registra un calo di richieste pari al 60%. Il motivo della diminuzione di quest’ultima è dovuto all’entrata in vigore del Jobs Act, che ha bloccato le approvazioni delle richieste fino allo scorso febbraio. Anche la cassa integrazione in deroga ha subito un aumento di richieste pari al 25,6%, mentre pare diminuiscono le richieste di disoccupazione e mobilità, registrando un 32,2% rispetto allo scorso anno. Continua purtroppo la crisi aziendale ed è evidente che, se non diminuisce la richiesta di Cigs, non ci sarà alcun cambiamento in positivo per quanto riguarda l’occupazione nel nostro Paese.

Come già detto, sin dall’inizio del 2016 le prospettive non hanno fatto registrare nulla di positivo, anche se riduzione della richiesta di sussidi potrebbe illudere che la situazione sia migliorata.  Un lieve cambiamento c’è stato solo nelle regioni del Nord-Ovest, dove sono state richieste meno ore di Cig. Secondo il nostro parere, come sostenitori di Partito per l’Italia, l’unica via d’uscita per risolvere questa situazione è quella di creare una politica di rilancio dell’intero sistema produttivo, degli investimenti e dei consumi interni.

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Si profila all’orizzonte una nuova sanatoria Equitalia. Ci sarà quindi una rottamazione delle cartelle?

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Sempre più spesso si parla di rottamazione cartelle Equitalia, ma questa volta, più che di un condono tra ente e debitore, si tratta piuttosto di un compromesso. Il nuovo disegno di legge infatti prevede una sorta di patteggiamento tra Equitalia e debitore, che si differenzia per due punti:

contribuenti in grave difficoltà economiche, che hanno cartelle con oltre il 50% di ruoli esecutivi antecedenti al 31 dicembre 2010 e quindi debiti vecchi;

contribuenti in momentanea difficoltà finanziaria, che hanno oltre il 50% di cartelle con ruoli esecutivi risalenti a prima del 31 dicembre 2012. Ma la novità fondamentale del ddl è la modalità con cui si svolgerà la pratica: infatti, pare che il ddl preveda l’accordo tramite procedura d’ufficio, direttamente proposta da Equitalia al contribuente ed all’ente creditore, sia che si tratti di Agenzia delle Entrate sia che si tratti di INPS. La proposta con il saldo del debito e l’accettazione del contribuente dovrebbe avvenire via PEC. La proposta del disegno di legge prevede inoltre: eliminazione delle sanzioni, interessi e aggio di riscossione; riduzione del debito; l’agenzia di riscossione è obbligata ad accettare il piano di rientro. Tante però le polemiche, soprattutto per quanto riguarda i tempi previsti per i pagamenti, non ritenuti congrui secondo la Confedercontribuenti. Staremo a vedere gli sviluppi.

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Federico Albani
Presidente Partito per l’Italia

Per le partite iva è come se ci fosse un socio che vive alle sue spalle

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Il mondo delle partite è controllato e diretto da una classe dirigente che sfrutta le tasse pagate dagli esercenti per ingrossare il portafogli e campare a sue spese. Proprio così! Noi del Partito per l’Italia sosteniamo che ogni partita è come se avesse un socio parassita che vive alle sue spalle, che detta regole in maniera decisa, che partecipa ad ogni iniziativa e impone comportamenti e modalità di lavoro.

Oltre a questo, il socio all’improvviso cambia le regole del gioco per trarle a suo vantaggio, imponendo leggi che sfruttano il lavoro delle partite iva reclamando un dividendo che supera il 65% dei guadagni, che purtroppo esige anche se l’attività è in perdita. Nella gestione delle attività il parassita pretende formalità, burocrazia e regole inderogabili. In più, come se non bastasse, se hai denari depositati in qualche istituto, li affida a persone disoneste e corrotte che non te li ridaranno più indietro perché li hanno investiti nei loro sporchi affari.

Il socio, che altri non è che il governo, avanza sempre pretese e giorno dopo giorno sembra che faccia finta di non capire la situazione reale dei cittadini con partite iva. Che comunque considera ladri!

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Federico Albani
Presidente Partito per l’Italia

Partito per L’Italia: Difendiamoci e facciamo sentire la nostra voce

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Mi sono ribellato alla situazione attuale che vede pian piano i cittadini sprofondare nella povertà e nella depressione, e ho capito che per ottenere qualcosa bisogna ribellarsi e farsi sentire. Come sostenitore di Partito per l’Italia voglio dire che non potevo rimanere nell´anonimato, ma voglio dare un sostegno a coloro che giorno dopo giorno vengono massacrati e vivono nella paura e non si ribellano perché reprimono le loro emozioni.

Invece dobbiamo alzare la testa, perché ci opprimono grazie agli strumenti forniti dal nostro stesso lavoro. Le tasse che noi paghiamo loro le utilizzano per assillarci e in più creano dissidi e odio, anche tra noi stessi. A poco a poco ci prendono tutto, case, terra e tutte le nostre risorse, fino a lasciarci impotenti nel poter reagire.

Gli autonomi sono per loro degli evasori, ma cosa ne sanno cosa ci sta dietro ad un’attività commerciale traballante che sta in piedi perché il proprietario non può neanche chiudere poiché non sa dove andare? Come sostenitore del Partito per l’Italia non posso stare a guardare e anche se le mie parole possono nuocere devo dire ciò che penso così non avrò proprio nulla da rimproverarmi.

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Federico Albani
Presidente Partito per l’Italia